Nata a Monaco nel 1978, Manuella Ferré inizia all'età di quattordici anni degli studi d'arte in Italia, all’Istituto d’Arte Duccio di Boninsegna di Siena.



In seguito si inscrive all'Accademia di Belle Arti di Carrara.

Nel 2001, segue dei corsi d'incisione all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles.



Nel 2006, ha iniziato a lavorare sul tema della memoria, realizzando una serie di autoritratti denominata "Porteurs" (portatori) incastonando nella resina dei ricordi della sua infanzia. Come fossilizzate, queste immagini - foto, fiori, disegni, lettere - si fondono nella materia in un progetto: "Mnemonica".



Parallelamente produce un'opera introspettiva e intima, attraverso la scultura e alcune tecniche di stampa come la litografia, e l'incisione. E' proprio la litografia che ha scelto per realizzare dei disegni che vanno ad accompagnare le sculture sul tema della lapidazione.


Molto sensibile a questo tema, ha iniziato a trattarlo nel 2001 con la scultura "Safya", dal nome di una donna nigeriana condannata alla lapidazione per adulterio, fortunatamente graziata in seguito alla mobilitazione di Amnesty International.


Sempre alla ricerca di un equilibrio e un senso tra soggetti trattati e supporti utilizzati ha scelto la litografia per conferire un significato simbolico e rituale all'atto di creazione utilizzando, in questo caso, la pietra per creare e dare vita a qualcosa, contrariamente a come vengono utilizzate le pietre durante le lapidazioni.

Nel 2005 ha ricevuto il premio “Georges Coulon” attribuito dall'Accademia di Belle Arti dell'Istituto di Francia a Parigi.